Otturazioni
31 gennaio 2018
Estrazioni dentarie
30 aprile 2018

Parodontite

Molte persone sono angosciate dall’idea di avere la “piorrea”, termine improprio ma tutt’ora molto usato nel linguaggio comune per indicare la malattia parodontale o parodontite. Queste persone temono che si tratti di una sorta di malattia senza speranza che porta inevitabilmente alla perdita dei denti. Per fortuna non è così.

Piorrea

La “piorrea” è causata dai batteri contenuti nella placca batterica e nel tartaro che si depositano sui denti. I batteri provocano l’infiammazione della gengiva e la distruzione di tutti i tessuti che circondano e sostengono i denti (le gengive, l’osso ed il legamento parodontale).

Il primo segno

Il primo e più comune segno della parodontite è normalmente il sanguinamento che può verificarsi dopo l’uso dello spazzolino o spontaneamente. Si possono inoltre riscontrare alitosi, ascessi, retrazione gengivale, aumento della mobilità o cambiamento di posizione di uno o più denti fino alla perdita degli stessi. Questa malattia, purtroppo non dà dolore, quindi è importante che il paziente si rechi dal dentista regolarmente per delle visite di controllo, o appena osservi anche solo uno di questi segni. Infatti, il dentista può diagnosticare e curare la parodontite.

Diagnosi

La diagnosi di questa malattia è semplicissima, non invasiva e consiste nel far scorrere lungo la superficie dei denti, tra gli stessi e la gengiva, una piccola sonda che consente di rilevare l’infiammazione e l’eventuale distruzione dei tessuti attorno ai denti (tasche parodontali). La tasca parodontale è una delle principali espressioni cliniche della parodontite e viene diagnosticata attraverso il sondaggio parodontale. In condizioni normali il solco gengivale (solco tra dente e gengiva) è profondo fino a 3 millimetri. Si parla di tasche parodontali quando questa misura aumenta e supera i 4-5 mm. Le tasche parodontali possono essere localizzate attorno ad uno o pochi denti, oppure avere una distribuzione più generalizzata e possono interessare sia gli adulti che i giovani.

La Terapia

La terapia consiste primariamente nella rimozione professionale dei batteri contenuti nella placca e nel tartaro che aderiscono alle superfici dei denti e delle gengive. Oltre a quanto svolto dal dentista, è fondamentale che il paziente mantenga i denti puliti usando correttamente e quotidianamente spazzolino, scovolino e filo interdentale. In questo modo la malattia si ripresenta con maggiore difficoltà ed in forma meno grave. In altre parole, generalmente, mantenendo la bocca pulita e limitando il fumo si evita la recidiva della malattia. Il ricorso alla chirurgia (terapia chirurgica parodontale) è talvolta utilissimo, ma è necessario solo in alcune particolari situazioni cliniche e, comunque, deve sempre seguire e mai precedere un’accurata e scrupolosa pulizia della bocca sia da parte del dentista che da parte del paziente.

Consigli

In caso di sanguinamento, rossore e gonfiore gengivale, alitosi, mobilità e spostamento dei denti, è importante che il paziente si rechi dal dentista per una diagnosi il più possibile precoce della malattia parodontale. Il mantenimento di una bocca pulita attraverso l’uso corretto e quotidiano di spazzolino, filo interdentale e scovolino è di fondamentale importanza per preservare la salute di tutta la bocca, comprese le gengive.

Placca Batterica e Tartaro

I batteri , che inducono la formazione della tasca parodontale (chiamati parodontopatogeni) sono presenti nella placca che aderisce al dente nelle sue parti superficiali (la corona) e a seguire più profonde (la radice). Quando i depositi batterici si induriscono, mineralizzandosi, si forma il tartaro. La riduzione della tasca passa attraverso l’eliminazione dei batteri parodontopatogeni assicurandosi che nel tempo essi non ricolonizzino l’area trattata con successo.

Fumo

L’abitudine al fumo aumenta la velocità di progressione della malattia parodontale.

Segni e sintomi

Ci sono dei sintomi che sono spesso correlati alla presenza di una tasca parodontale: (se viene notata una di queste condizioni è consigliabile rivolgersi al proprio dentista di fiducia o ad un parodontologo)

  • Sanguinamento della gengiva attorno al dente;
  • Pus che fuoriesce dalla gengiva;
  • Mobilità del dente in assenza di un trauma particolare;
  • Spostamento di un dente senza che vi sia stato un trauma o apparenti altri motivi;
  • Alito cattivo spesso causato dai batteri parodontopatogeni.

L’intervento dell’Odontoiatra

Quando si pensa di avere una o più tasche parodontali la cosa migliore da fare è parlarne con il Dentista che potrà verificarne l’eventuale presenza attraverso il sondaggio parodontale ed approfondire la diagnosi con l’esecuzione di radiografie ed esami strumentali specifici. In base alla diagnosi di parodontite e all’inquadramento complessivo dello stato di salute della bocca il professionista indicherà il corretto percorso terapeutico da seguire per eliminare i batteri che colonizzano le tasche parodontali.

Diabete

Diabete e parodontite sono strettamente correlati tra loro: il diabete aumenta il rischio di parodontite (comunemente detta piorrea), ma è vero anche il contrario. La parodontite è un’infezione dei tessuti che circondando i denti, può influenzare il controllo e la progressione del diabete e nei casi più gravi può addirittura concorrere alla sua insorgenza in quanto favorisce l’innalzamento della glicemia nel sangue. Questo succede perché i batteri patogeni del cavo orale possono entrare nel circolo sanguigno e raggiungere svariati organi del corpo, innescando una complessa cascata di reazioni infiammatorie che, in ultima istanza, causano un innalzamento della glicemia nel sangue. In particolare, l’infiammazione sistemica dovuta alla piorrea aumenta la produzione di citochine, enzimi pro-infiammatori che potrebbero favorire l’insulino-resistenza, quella condizione per cui le cellule non rispondono più in modo adeguato all’ormone insulina necessario per l’assorbimento dello zucchero. Così, le concentrazioni di glucosio rimangono troppo alte nel sangue.

Diabete di tipo 1

Chi soffre di diabete di tipo 1 (cosiddetto giovanile o insulino-dipendente) e di parodontite ha un rischio maggiore di complicanze renali e cardiovascolari. Nei soggetti con diabete di tipo 2 (il diabete dell’adulto o non insulino-dipendente), in presenza di parodontite moderata o grave sono più frequenti la malattia renale cronica e l’insufficienza renale terminale. Inoltre, in queste persone è presente un rischio di morte per complicanze cardiovascolari e renali di 3,5 volte superiore rispetto ai pazienti che non hanno problemi di piorrea.

Il ruolo del dentista

Il ruolo del dentista è identificare i pazienti diabetici o a rischio di diabete così da prevenire e monitorare lo sviluppo della parodontite. Viceversa, riconoscere la parodontite e trattarla precocemente può ridurre significativamente le complicanze legate al diabete e aiutare il paziente a mantenere sotto controllo i livelli glicemici. È opportuno che i pazienti diabetici siano sottoposti a cure odontoiatriche programmando adeguatamente l’orario dell’appuntamento, il tipo di anestesia, ed eventualmente la profilassi antibiotica per evitare, per quanto possibile, rischiose complicanze.

 

Fonte SIdP
( Società Italiana di Parodontologia e Implantologia)
www.sidp.it